«Icaro è stato creato e provato rapidamente, nell’arco di due mesi. Da allora, è stato continuamente affinato e perfezionato. È uno spettacolo semplice, proprio come le storie che mi raccontava mia nonna. Mi ha insegnato il segreto per fare gli gnocchi e la torta di mele; ricette preziose che in seguito ho applicato alle mie produzioni teatrali. Preparare un pasto è un pretesto per incontrare il mondo. Mia nonna, che non ha mai lasciato la sua cucina, scopriva il mondo invitando la sua famiglia a tavola. Io preparo i miei spettacoli come storie che devono essere raccontate guardando il pubblico negli occhi.
In Icaro, volevo parlare della speranza dando vita ad antieroi, così come la maggior parte di noi vede se stessa. Faccio teatro per il piacere di immergermi, di perdermi un po’, che è una delle cose più preziose di questa vita. Ci perdiamo e fuggiamo. Quando fuggiamo dentro noi stessi, ci viene rivelato chi siamo veramente. La fuga è una strategia che ci permette di immergerci più profondamente nella realtà, per scoprire i segreti nascosti dalle apparenze e inventare nuove utopie. Vengo da una terra di montagne. Da dove vengo io, si fugge correndo dei rischi. Le montagne ci aspettano per tutta la vita. Definiscono l’orizzonte verticale dell’immaginazione di un bambino, prima di imprimersi nella memoria. Da dove vengo io, ci sono persone che ogni anno scalano la propria montagna per rinnovare il legame con ciò che non cambia. I governi cambiano, nascono bambini, perdiamo gli amici più anziani, ma le montagne rimangono per sempre, immutate. La cosa meravigliosa di un incontro fuori dal tempo è che, ogni volta che accade, scopriamo di essere diversi, trasformati. Per un attore, una rappresentazione è talvolta uno dei luoghi in cui può fuggire dentro se stesso. Continuerà a raccontare queste storie e, ogni volta che lo farà, scoprirà che Icaro è una delle montagne che salgo da vent’anni. Attraverso il teatro, cerco di far piovere negli occhi degli altri; un massaggio umido per l’anima. Vi racconterò la mia storia in inglese, ma continuerò a pensare in italiano, la mia prima lingua. Questa sera, spero di riuscire a far cadere la pioggia nei vostri occhi.»
Daniele Finzi Pasca
Scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
Musiche: Maria Bonzanigo
Luci: Marco Finzi Pasca
Produzione: Compagnia Finzi Pasca
Durata: 90 minuti, senza intervallo
Montaggio: 12 ore
4 persone max. in tour
Tutte le età
International Booking
booking@finzipasca.com
Con il supporto di:
Cornècard
Grand Hotel Villa Castagnola
Caffè Chicco d’Oro
Fidinam
Helsinn – Partner internazionale
Città di Lugano
Cantone Ticino
Pro Helvetia
AIL SA
I fondatori e produttori di Compagnia Finzi Pasca:
Antonio Vergamini, Daniele Finzi Pasca, Hugo Gargiulo, Julie Hamelin Finzi e Maria Bonzanigo.




