1337

Compagnia Finzi Pasca

1337
A qualcuno forse è già capitato di salutare un amico presentendo che tutto ha come il sapore di un addio. Per non perdersi così alcuni si danno appuntamenti lanciati nelle braccia del destino. “1337” racconta di due amici che rispondendo ad una promessa si ritrovano dove erano soliti rifugiarsi da bambini, esattamente sotto un albero posto su di una collina il giorno di una eclissi totale di sole.

L`infanzia vissuta insieme è legata all`odore di sacrestia. Attorno ad una tovaglia bianca e un frugale picnic si rituffano nel passato che sopravvive integralmente dentro di loro, per poi avventurarsi in un presente ricco di progetti e di sogni. Mentre il sole lentamente si copre hanno modo di confessarsi i lati oscuri della loro profonda amicizia, le incomprensioni, i tradimenti. Un dramma raccontato con la spregiudicatezza della clowneria tracciando un susseguirsi di immagini quasi barocche, cariche di eccesso, cariche di commozione.

Questo spettacolo è dedicato a quanti si ritrovano, a quanti si sono persi, a quanti sanno inventare occasioni per non dimenticarsi.

Daniele Finzi Pasca, 1995

L’ambiente sul palcoscenico emana amicizia e delicatezza, un dialogo costante fra le due, pieno di ricordi sentimentali e di buon umore. La simbiosi con il pubblico è immediata e totale.
Lenise Pinheiro, DIARIO POPULAR – San Paolo, Brésil

Lo spettacolo “1337” presentato del gruppo svizzero Teatro Sunil è stato sicuramente il preferito del pubblico… con la poesia e il lirismo del linguaggio “clown” come sfondo ha meritato il successo emozionando e facendo ridere per un’ora.
Kraw Penas, FOLHA VIVA CURITIBA – Curitiba, Brésil

Capita che una compagnia, conosciuta in tutto il mondo e pressoché sconosciuta in tutta Italia, approdi ad Anagni. E capita che un piccolo e delicato spettacolo si muti in una divertente magia. Lo spettacolo, gradevolmente lieve e candidamente crudele, diverte anche grazie alla magistrale e travolgente interpretazione di Dolores Heredia e dello stesso Finzi Pasca. E il “1337” scivola via alternando poesia e incredibili battutacce buñueliane, velate di innocente sincerità.
Andrea Porcheddu, L’UNITA’ – Rome, Italie

“1337” per la freschezza, la spontaneità e quanto dinamicamente comunicato attraverso un linguaggio comprensibile, ha coinvolto il pubblico ammaliato dalla recitazione “naturale” della coppia e dall’ingenuità con la quale si raccontavano. Uno spettacolo che sicuramente ha dato carattere al Festival.
Guerrino Mattei, IL GIORNALE D’ITALIA – Rome, Italie

I protagonisti dello spettacolo sono personaggi irreali, che invitano alla risata per il loro linguaggio e la loro gestualità. Sono personaggi appassionati, che vivono i loro sentimenti fino in fondo, tanto da apparire patetici e talvolta addirittura crudeli. Sin dalle prime battute lo spettatore è avvolto in una magia di luci e di ombre; affascinato dalla bravura espressiva della protagonista femminile e catturato dalla dialettica sciolta del protagonista maschile
Mirta Gobbi, LA REGIONE – Lugano, Suisse

Devo dire che la recitazione di Daniele Finzi Pasca è come sempre convincente, comunicativa, tenera. Dolores Heredia ci si rivela come attrice con grandi qualità espressive, in alcuni momenti attraverso una maschera tragicomica, vitale, fresca, spontanea. Le luci di Marco Finzi Pasca sono avvolgenti e completano il clima proposto, mentre la musica di Maria Bonzanigo sostiene con efficacia uno spettacolo avvolto in una patina di tenerezza, poesia, magia e riflessione ai quali ci ha abituato il Teatro Sunil, per nostra fortuna presente annualmente nei nostri cartelloni.
Mario Flores, LA JUVENTUD – Montevideo, Uruguay

Il conflitto tra il reale e l’immaginario segna l’evolversi della storia, come pure il gioco di due amanti che sognano e fantasticano… la trama si sviluppa con diversi leitmotives, che in bocca a Dolores e Daniele diventano gags. Entrambi hanno deciso di giocare la carezza del sentimento: un regalo all’immaginazione del pubblico. Si burlano degli effettoni e in cambio ci regalano la capacità di fantasticare del bambino. “1337” è una favola che cerca di essere qualcosa più di un’opera di teatro, è un’esperienza dei sensi.
Jorge Kuri, UNO MAS UNO – Cité de Mexique

Raccontare per mezzo del ridicolo una storia piena di significati. Due esseri, che nessuno definirebbe nobili di spirito e neanche buoni, recuperano attraverso le immagini sacre -che non mancano di avere un lato esilarante- il candore dell’infanzia, di paese e di parrocchia. La recitazione di Dolores e Daniele è così coinvolgente che seduce anche quelli che non condividono le loro credenze.
Olga Harmony, LA JORNADA – Cité de Mexique

La ingenua ed intelligente storia dello spettacolo “1337” ha commosso il pubblico. Gli attori hanno utilizzato il loro corpo come principale fonte di emozioni, dove i suoni erano un’estensione di quello che il corpo diceva. Con la loro interpretazione ci hanno fatto ricordare il valore del conservare viva l’innocenza e lasciar andare “a briglia sciolta” i sogni.
Alejandro Contreras, LA CRONICA – Mexicali, Mexique

Ogni volta che assisto a una produzione di Daniele Finzi Pasca sento che mi trasmette un piacere spirituale al di là di ogni considerazione teatrale. Questa volta era accompagnato da Dolores Heredia. E’ un’attrice interessante che ha qualcosa di ingenuo, che contamina quello che fa e dice con una freschezza commovente. Il tema della rappresentazione di Cristo e della Madonna erano mischiati ad elementi quotidiani, una scusa per condurci per mano per i labirinti dell’anima.
Irma Abirad, ULTIMAS NOTICIAS – Montevideo, Uruguay

Lo spettacolo ha un grande valore: mostrare la tenerezza di due personaggi che si amano, che si conoscono da molto tempo, che non sanno perché non sono insieme. E questo è proprio quello che il pubblico gradisce, perché si trova improvvisamente immerso in un universo intimo e famigliare.
Francisco Butron, INFORMACION – Cadiz, Espagne

Sono esseri umani ed extra-umani insieme (i loro abiti bianchi da pagliacci spauriti li rendono ancor più candidi ed ingenui): reali ed immaginari, non sono (più) di questo mondo. “1337” è quasi allora una riflessione sulla morte, ma anche un divertente sberleffo buñueliano graffiante e perverso.
“1337” vince in leggerezza laddove il rischio era proprio quello di appesantire: il Teatro Sunil si conferma compagnia capace di costruire spettacoli impalpabili come una carezza, leggeri come l’aria, evanescenti come il nulla: inafferrabili eppure così necessari.
Andrea Frambrosi, L’ECO DI BERGAMO – Bergamo, Italie